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Meno aziende ma più società

ROMA - Il «baby boom» per le nuove imprese non ha contagiato il l'agricoltura. Anzi, secondo gli ultimi dati di Movimprese, il settore denuncia un netto arretramento del numero complessivo di aziende iscritte alle Camere di commercio.

Non manca tuttavia, da un'analisi più attenta delle statistiche, qualche spunto interessante sul processo di ristrutturazione in atto, evidenziato dalla crescita delle società agricole, sia di capitali che di persone. Complessivamente infatti, a giugno 2001, lo stock di aziende agricole si è attestato a quota un milione e 43mila unità, il 2,78% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Ma dal confronto fra il secondo trimestre 2001 e quello 2000, si nota che le società di capitali sono cresciute del 3,64% (raggiungendo quota 8.273), mentre quelle di persone sono ormai 51.138, con un aumento di un altro 1% rispetto a giugno 2000. Parallelamente, si asciuga la galassia di ditte individuali che sono ormai 968.523 con un calo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2000.

Insomma, in Italia le società rappresentano ormai quasi il 6% del totale, ancora lontano dal 17% registrato per esempio in Francia (su un totale di 660mila imprese), ma la trasformazione è il chiaro sintomo della «selezione naturale» in atto all'interno del comparto. Una riorganizzazione che privilegia le forme societarie, con maggiore apporto di capitali e macchine per produzioni rivolte sempre più al mercato, accorpando i terreni a scapito soprattutto delle proprietà «marginali», delle produzioni realizzate su piccola scala e destinate all'autoconsumo.

Un importante momento di passaggio quindi colto anche dal legislatore che, nella recente legge di orientamento del settore, ha provveduto a mettere ordine nell'intricata matassa di figure giuridiche eliminando così degli alcuni ostacoli che, di fatto, hanno finora frenato il ricorso alla forma societaria. «Inoltre - spiegano in Coldiretti - spazi nuovi per le società sono stati aperti nella funzione di presidio del territorio oppure nelle vendite dirette, che finora erano limitate solo agli imprenditori singoli e alle cooperative».

 

 

 
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