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Frutta a prova d'esame

Le maggiori irregolarità nei limoni, nelle arachidi e nei prodotti extra-Ue importati

Roberto Iotti

MILANO - Frutta e ortaggi superano l'esame sicurezza della Sanità. E dal bilancio 2000 delle analisi per verificare il grado di presenza dei residui di fitofarmaci e altri agenti inquinanti, ne esce un quadro decisamente confortante: solo l'1,8% dei campioni di frutta e ortaggi freschi, olio di oliva, cereali e vino sono risultati fuorilegge.

Un risultato incoraggiante alla luce anche dei diversi allarmi sulla sicurezza alimentare scattati nei mesi scorsi sulla scia di mucca pazza. In base a una direttiva comunitaria dell'89, il ministero della Sanità deve realizzare ogni anno un piano di controllo e verifica per la sicurezza dei consumatori. Sui campioni prelevati nei mercati e nei centri di distribuzione, le Asl, i Presidi multizonali e gli Istituti zooprofilattici eseguono una serie di analisi i cui risultati vengono poi elaborati dalla Sanità.

L'anno scorso una rete di 80 laboratori ha messo sotto esame 4.188 campioni di frutta, 3.183 di ortaggi, 349 di cereali, 199 di olio di oliva e 835 campioni di vino. Frutta fresca. Su un totale di 4.188 campioni esaminati, 2.282 erano privi di residui, 1.800 avevano residui inferiori al limite di legge, mentre 106 campioni (il 2,5%) non erano regolari.

Tra questi il frutto più sotto accusa è il limone (10,7% di irregolarità), seguito dalle arachidi (9,6%), dall'uva da tavola (4%) e dalle fragole (2,9%). Ortaggi freschi. I campioni sotto esame sono stati 3.813 di cui 3.137 non hanno presentato residui mentre 621 avevano residui sotto i limiti normativi. I "fuorilegge" sono stati 55 pari all'1,4% del totale delle analisi. In questo caso sul banco degli imputati salgono il sedano (6,3%), la cicoria (3,5%), lo zucchino (3,4%) e il peperone (3,1%). Olio, vino e cereali.

I campioni di olio (extravergine, di oliva e di semi) sono stati 199 e sono risultati tutti regolamentari (ben l'86,6% non ha residui). Per il vino sono invece stati esaminati 835 campioni di cui 4 sono risultati non regolamentari (0,5%). Il 59,8% del campione ha residui entro il limiti di legge. Le sostanze maggiormente riscontrate come residuo sono il rame e fungicidi. Infine per i cereali (riso, grano tenero e duro), i campioni analizzati sono stati pari a 349 di cui 3 non regolamentari. Il riso presenta l'89,7% dei campioni privi di residui, percentuale che scende all'84,5% per il grano.

Sempre in tema di sicurezza dalle analisi della Sanità emerge anche la differenza tra le produzioni nazionali e quelle importate dai Paesi terzi e da quelli della Ue. Le diverse legislazioni nazionali in materia di fitofarmaci comportano infatti limiti più o meno elevati e in questo scenario l'Italia si colloca al vertice della severità. Per quanto riguarda la frutta importata dai Paesi terzi (Sudafrica, Argentina e Iran) sono 11 i casi di irregolarità riguardanti limone, pompelmo, arancia e pistacchio. Fuorilegge invece 29 campioni di limone, arancia e uva da tavola provenienti dalla Spagna. Per gli ortaggi le irregolarità importate dai Paesi terzi sono state riscontrate su due campioni: fagiolini dal Marocco e peperoni dall'Argentina.

 

 

 
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