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È operativa da gennaio la nuova classificazione dei Comuni. La mappa degli sconti Inps.
Sgravi del 40% (per le zone montane 70%) - Il sistema andrà a regime nel 2004

PubbAree svantaggiate: ultimo atto. Il Cipe ha dato il via libera definitivo alla riclassificazione delle aree agricole. Il primo febbraio la Conferenza Stato-Regioni ha espresso parere favorevole e nella stessa giornata è arrivata la ratifica del Cipe. Dal primo gennaio di quest'anno è dunque operativa la nuova mappa. Si chiude così un iter durato tre anni.

Nel 1997, l'articolo 2 del decreto legislativo n. 146 aveva previsto la riclassificazione e lo stanziamento di 850 miliardi per applicare sgravi contributivi a favore delle aziende agricole assuntrici di manodopera.
Il 25 maggio del 2000 la delibera del Cipe (n. 42) aveva approvato una prima classifica nazionale realizzata sulla base di criteri determinati dal ministero delle Politiche agricole e forestali.

Il Mipaf aveva anche previsto una quota in gestione alle Regioni che hanno avuto dunque la possibilità di proporre modifiche alla classificazione adottando parametri diversi da quelli generali e che hanno così inserito nuovi Comuni sulla base di una interpretazione più estensiva dei criteri del Mipaf.

L'aggiornamento dell'elenco è stato fatto dal Mipaf tenendo conto di alcuni parametri di carattere fisico-ambientale (morfologia, acclività e altimetria dei terreni), economico-aziendali (livello di redditività delle produzioni agricole, percentuali di disoccupazione) e socio-economiche generali.
Si è inoltre dovuto tener conto di due compatibilità, quella economica, poiché non si doveva superare il tetto degli 850 miliardi stanziati, e della superficie.

La qualifica di «svantaggiati» è stata assegnata a 5.792 Comuni di cui 2.600 individuati come montani per una superficie complessiva di 24 milioni e 700mila ettari. Il Tesoro spiega che rispetto a una prima stima di 246.934 chilometri quadrati, il totale delle aree svantaggiate è risultato superiore e cioè pari a 247.498 kmq.

L'incremento però è stato «bilanciato» dalla riduzione delle aree particolarmente svantaggiate passate da 146.249 kmq a 129.883 kmq. Quanto all'impiego della «quota» gestita dalle Regioni il Tesoro fa presente che Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Basilicata hanno utilizzato superfici in più rispetto all'area assegnata, ma anche in questo caso la compensazione è stata resa possibile dalla corrispondente riduzione delle aree particolarmente svantaggiate.

Le Regioni meridionali non hanno modificato invece la superficie complessiva, mentre le province di Trento e Bolzano hanno sfruttato solo una parte minima di quella assegnata, rispettivamente 70 kmq su 1.125 e 200 su 3.564.

La quota di compensazione regionale di 32mila kmq è stata impiegata solo parzialmente. I datori di lavoro, tenuti alla presentazione del Dmag devono dunque calcolare i contributi in base alla nuova mappa: nei comuni che rientrano nelle aree svantaggiate di montagna hanno infatti diritto a sgravi contributivi per i dipendenti a tempo indeterminato e determinato pari al 70%, il taglio è del 40% nelle altre aree svantaggiate e in quelle Obiettivo 1.

L'Inps sta predisponendo la circolare che trasmetterà agli uffici periferici per la messa a punto delle nuove tabelle.
È stato comunque previsto un percorso soft di ingresso e uscita dalle aree svantaggiate: l'adeguamento avverrà nell'arco di 4 anni con incrementi o decrementi pari per ogni anno, a partire del 2001, al 25% della variazione totale.

A regime infatti si andrà nel 2004 e così, ad esempio, per i Comuni che entrano nell'area territoriale svantaggiata (sgravi del 40%) si partirà da un -10% nel 2001, per poi passare al -20% nel 2002, a -30% nel 2003 e a -40% nel 2004. Percorso inverso invece per chi esce.

Anna Maria Capparelli

 

 

 
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