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Caccia aperta a 500 miliardi
Riforma del sistema assicurativo e
salvataggio delle aziende in crisi tra i progetti incagliati
PeAlessandro Mastrantonio ROMA
- L'elenco delle richieste al ministro dell'Economia, Giulio
Tremonti, in vista della preparazione della legge finanziaria,
il responsabile delle Politiche agricole, Giovanni Alemanno,
l'ha già inviato da qualche giorno. Un pacchetto di circa
mille miliardi, con uno sguardo alle nuove frontiere dell'agricoltura
italiana e i suoi progetti per valorizzare la qualità (500
miliardi), e con l'altro alle vecchie emergenze, come l'irrigazione
(270 miliardi) e la ricostruzione delle strutture danneggiate
dall'alluvione del 2000 (200 miliardi). Una richiesta ambiziosa,
il cui esito però ancora tutto da verificare quando la battaglia
sulla Finanziaria entrerà nel vivo.
Per rimettere in moto la macchina
dei finanziamenti pubblici all'agricoltura, Alemanno sta
però puntando anche su un altro importante filone: i fondi
della vecchia finanziaria rimasti nel cassetto. E per questo,
ha affidato una precisa mission al suo sottosegretario,
Teresio Delfino. Obiettivo, fare un censimento delle risorse
disponibili e capire dove si sono inceppati.
L'incarico è arrivato giovedì
e Delfino si è già messo al lavoro. «In tempi stretti -
afferma - conto di fare un'attenta verifica della situazione
e, soprattutto, mettere in piedi i progetti per poter recuperare
il tempo perso. In agricoltura, come in altri settori, le
aziende si aspettano una più efficace capacità di spesa
e una maggiore efficienza della pubblica amministrazione.
E ancora, una capacità legislativa che tenga conto delle
coerenze con le norme comunitarie e, sul fronte interno,
delle aspettative delle Regioni. Un lavoro che servirà anche
a smantellare quelle iniziative che avevano un puro sopo
di fare immagine, senza alcun obiettivo concreto». Da una
prima stima, i fondi da «traghettare» ammonterebbero a circa
500 miliardi.
Tra questi ci sono 76 miliardi
destinati alle emergenze sanitarie, per le quali il ritardo
- visto che si tratta di emergenze - è ancora più paradossale.
«Un primo problema che dovremo affrontare a Bruxelles -
anticipa Delfino - visto che l'erogazione di questi fondi
è ferma in attesa del via libera comunitario». E sempre
al capitolo delle emergenze appartengono i fondi (40 miliardi
il limite di impegno annuo, che diventano però molto di
più visto che l'inziativa è spalmata su più anni) decisi
con la Finanziaria 2001 per favorire il processo di ristrutturazione
delle aziende in difficoltà. Una misura che prevede contributi
in conto interessi con mutui agevolati a un tasso massimo
del 3 per cento.
Questa volta, l'inerzia sembra
essere delle Regioni che ancora non stabiliscono i criteri
per definire lo status di «azienza in crisi». Anche questa
una partita sulla quale Delfino ha deciso di stringere i
tempi. Dalla prossima settimana avvierà i contatti con le
Regioni per cercare di avere l'approvazione della Conferenza
Stato-Regioni in calendario a fine mese e poter quindi procedere
alla ripartizione regionale delle risorse. In agenda c'è
anche la riforma del sistema di assicurazione dei raccolti,
che prevede il lancio delle più moderne polizze multi-rischio
e la possibilità di accedere ai contributi - una volta riservata
agli appositi Consorzi di difesa - anche alle cooperative
o direttamente alla singola azienda.
Per la riforma delle polizze
sarà convocato nei prossimi giorni il gruppo di lavoro,
al quale partecipano anche i rappresentanti delle compagnie
di assicurazione e dell'Ismea, cui è stata affidata la regìa
del nuovo sistema assicurativo. Intanto, si sta preparando
un decreto per rendere operativo l'accesso diretto ai contributi
a coop e produttori.
La missione affidata da Alemanno
al sottosegretario Delfino comprende anche due altre importanti
verifiche: le ricadute sulla filiera agroalimentare dei
progetti finanziati da Sviluppo Italia, cui il settore agricolo
aveva sacrificato Ribs e Finagra, con una dotazione di un
migliaio di miliardi («Dalle prime indicazioni le ricadute
sarebbero state labili», anticipa Delfino) e lo stato dell'arte
dei 91 patti territoriali agricoli, per la cui verifica
presto sarà presentato un rapporto dell'Ismea, cui è stato
affidato il compito di monitoraggio.
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