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Riforme indietro tutta
Sampietro (Federalimentare): «Per le
imprese preferibile un interlocutore unico»
Michele Menichella
ROMA - Il Parlamento riassegna
al ministero delle Politiche agricole le competenze agroalimentari,
attiva i meccanismi per evitare lo smembramento del Corpo
forestale e proroga a fine anno le scadenze degli aiuti
per l'emergenza mucca pazza. È stata una settimana ricca
di soddisfazioni per il titolare del Mipaf, Giovanni Alemanno,
che con l'inizio dell'attività parlamentare ha incassato
le prime cose positive contenute nel corposo pacchetto di
proposte a favore del mondo agricolo messe in cantiere dopo
l'insediamento a Via XX Settembre.
Il primo successo (anche se parziale
poiché il sì definitivo è riservato al Senato) è arrivato
dall'Aula della Camera che a larghissima maggioranza (454
sì, 8 contrari e due astenuti) ha dato il via libera a un
emendamento che riassegna al Mipaf «competenze in materia
di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli
ed agroalimentari» erano state dirottate, con la riforma
Bassanini sui dicasteri, al nascente ministero delle Attività
produttive, che in un primo momento avrebbe dovuto accorpare
l'intero dicastero agricolo.
Invece, poi, per volontà del
Parlamento è rimasto al suo posto. Sicuramente per dimenticanza
le competenze agroalimentari non erano ritornate al Mipaf,
per cui con un'operazione trasversale i gruppi di Alleanza
nazionale, del Biancofiore e del Centro-sinistra hanno dovuto
forzare la mano in Aula contro l'iniziale "secco-no" del
Governo (tramutatosi poi in un pieno e motivato assenso)
per restituire al ministero agricolo importanti pertinenze
che avrebbero messo in seria difficoltà l'Italia con l'Unione
europea che sarebbe stata costretta a dialogare sui temi
della filiera agroalimentare con ben due interlocutori,
con il ministro agricolo e con quello delle Attività produttive.
E se sull'argomento i protagonisti
del decisivo "ripescaggio" (Giovanni Alemanno e Alfonso
Pecoraro Scanio in prima fila) hanno cantato vittoria, a
rimanere scontento è stato il presidente di Federalimentare,
Giorgio Sampietro. «Avremmo preferito - ha detto Sampietro
- un interlocutore unico per l'industria alimentare. Ma
ci rendiamo conto che il legame tra prima trasformazione
e agricoltura è stretto ed è quindi comprensibile che il
Mipaf reclami le competenze sulla prima trasformazione».
Aggiungendo che la cosa importante
è che «i due ministeri siano strettamente coordinati». Altro
colpo messo a segno da Alemanno ha riguardato il futuro
del Corpo forestale dello Stato. In proposito la Camera
ha approvato giovedì scorso un ordine del giorno (primo
firmatario l'ex ministro Pecoraro Scanio) che impegna il
Governo garantire l'unitarietà del Corpo forestale dello
Stato per le essenziali funzioni di monitoraggio, tutela,
salvaguardia, prevenzione e repressione in campo ambientale,
agricolo e forestale.
Ma non manca l'invito ad evitare
ogni smembramento di questa importante forza di polizia,
pur prevedendo la facoltà per le Regioni a statuto ordinario
di istituire copri regionali per la tutela dell'ambiente.
Importanti passi in avanti sono stati anche fatti dalla
Camera al decreto legge che proroga i termini dell'emergenza
della mucca pazza, scaduti a fine giugno.
Dopo la decisione del Senato
di fissare al 31 luglio i nuovi termini, la commissione
Agricoltura di Montecitorio ha prolungato la scadenza al
31 dicembre non solo per la distruzione dei materiali a
rischio Bse ma anche per l'ammasso pubblico obbligatorio
per i materiali a basso rischio. Innalzati poi a 180 miliardi
gli aiuti complessivi. La parola passa ora all'Aula di Montecitorio
e poi di nuovo al Senato.
E, intanto ieri, Alemanno e il
ministro della sanità, Girolamo Sirchia, hanno deciso di
istituire una commissione mista per risolvere in tempi brevi
i problemi legati al rischio Bse.
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