Regione Piemontelogo Asso-NET

le cooperative | Extranet
prodotti | ricette | percorsi | appuntamenti | foto | lavoro | novita'

 
Asso-NET Asso-NET
  rassegna stampa      
 

 

Scontro sulla presidenza Aia
Pacetti: «Una spartizione d'altri tempi» - Nel direttivo cresce il consenso per la candidatura Andena

ROMA. Va in pensione il "manuale Cencelli" dell'associazionismo agricolo. Dopo oltre 40 anni di spartizioni a tavolino sembrano capovolgersi le logiche che finora hanno guidato l'elezione dei massimi dirigenti delle organizzazioni economiche del settore. Le trattative e le intese tra le "casemadri" professionali hanno ancora un qualche peso, ma all'interno di regole del gioco che privilegiano la reale rappresentanza territoriale e il peso produttivo. Un primo segnale della svolta è arrivato ieri dall'assemblea dell'Aia, l'Associazione italiana allevatori.

La presidenza, infatti, storicamente affidata alla Confagricoltura, oggi sembra diventare appannaggio della Coldiretti. I giochi, ormai, sembrerebbero fatti. All'assemblea elettiva riunita ieri a Roma, i delegati hanno scelto i 22 componenti del Comitato direttivo. E i numeri non lasciano spazio a dubbi: la maggioranza è della Coldiretti con poco meno dei due terzi degli eletti.

Posto prenotato per la presidenza. Ma la tornata elettiva ha creato anche forti polemiche, capeggiate dalla dura presa di posizione della Confederazione italiana agricoltori (Cia), che insieme alla Confagricoltura completa il trio di riferimento dell'associazione. Il presidente Cia, Massimo Pacetti, è irremovibile: «Non faremo parte del Comitato direttivo perché non si è data adeguata rappresentatività politica negli organi statutari agli allevatori aderenti alla Cia». Insomma, per Pacetti «si indebolisce il sistema di rappresentanza generale della zootecnia italiana, tradendo il pluralismo presente nelle basi sociali delle associazioni provinciali (Apa), proprio nel momento in cui il settore attraversa una delle fasi più critiche».

Diretto l'attacco a Coldiretti e Confagricoltura: «Si sono divise i posti del Consiglio, irridendo così alla rappresentatività effettiva della Cia. Tutto ciò è in aperto contrasto con le funzioni pubbliche attribuite all'Aia e che legittimano giuridicamente il finanziamento da parte dello Stato e delle Regioni». La Cia, tuttavia, non uscirà dall'Associazione allevatori aprendo una fase di opposizione «forte, critica e costruttiva».

Dal canto loro Coldiretti e Confagricoltura smorzano i toni insistendo sulla necessità di abbandonare vecchi metodi e di valorizzare le organizzazioni economiche con programmi innovativi e uomini capaci.

Elementi che trovano riscontro nella griglia delle nomine più prestigiose: quelle di presidente (il nome più gettonato sembra quello del lombardo Nino Andena, vicepresidente della Coldiretti ed ex presidente Unalat) e dei vicepresidenti (due new entry, espressione della Confagricoltura) che saranno definite nei prossimi giorni. Insomma, secondo Vito Bianco, direttore generale di Confagricoltura, è necessario ricostitutire e rinvigorire il rapporto tra Aia e organizzaizoni agricole sulla base di precisi obiettivi.

«Non possono esserci spazi per percorsi separati - ha detto - ma solo per un dialogo intenso e costruttivo tra chi ha la responsabilità di valutare gli scenari, elaborare le proposte e incidere sul piano delle scelte politico-economiche e coloro che hanno, ciascuno per le proprie competenze, l'altrettanto delicato compito di assistere e sostenere le aziende a livello tecnico e commerciale».

Per il segretario generale della Coldiretti, Franco Pasquali, «l'Aia ha grandi opportunità sul fronte della ricerca, della garanzia e della qualità. L'associazione, infatti, può diventare il perno nel difficile rapporto tra le imprese e la pubblica amministrazione ma soprattutto può diventare un punto di riferimento per un moderno sistema di servizi agli allevatori».

Ernesto Diffidenti

 

 

 
Asso-NET
Asso-NET help | mappa | e-mail