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Valle Maira

Cominciamo il nostro itinerario verso nord, sulla strada per Busca, nella Valle Maira, che deve il proprio nome al torrente che la attraversa e che la scava profondamente, conferendole un caratteristico aspetto aspro e selvaggio, caratterizzato da audaci altezze e gole profonde.

Qui, a 500 m. sul livello del mare, sorge Busca, cittadina medievale che conserva ancora i resti dell'antica porta, il caratteristico impianto di stradine arroccate e numerose chiese, tra cui meritano senz'altro una sosta quelle della Trinità e di San Martino, quest'ultima di stile romanico, dalla posizione panoramica sulla sommità di una collina verdeggiante.

Proseguendo verso ovest, all'incirca a metà strada tra Busca e Dronero, è d'obbligo una tappa nella cittadina di Villar San Costanzo, dove si possono ammirare le rovine di un'antica abbazia risalente all'VIII-IX secolo, distrutta dai Saraceni e ora parte integrante della parrocchia di San Pietro, al cui interno si può visitare la Cappella di San Giorgio, con affreschi del quindicesimo secolo.
Appena fuori dal centro abitato, inoltrandosi di poco nella campagna circostante, si arriva in una delle zone più caratteristiche di tutta la provincia Granda, oggi Riserva Naturale Speciale della Regione Piemonte, caratterizzata da curiosi "monumenti" naturali in pietra e argilla, dalla forma simile a quella di un fungo, denominati in dialetto locale "ciciu". La leggenda vuole che questi strani fantocci di pietra, frutto di un lungo fenomeno di erosione naturale originatosi più di diecimila anni fa, all'epoca delle grandi glaciazioni, siano in realtà il risultato di una metamorfosi umana inflitta come punizione grazie a oscure pratiche di stregoneria.

Uscendo da Villar San Costanzo e proseguendo il nostro cammino sempre nella stessa direzione, giungiamo fino a Dronero, capoluogo della Valle Maira; ospita anch'esso numerosi luoghi di interesse artistico e culturale, testimonianza di quella civiltà cortese che diffuse il proprio gusto raffinato ed elegante nel Marchesato di Saluzzo negli anni a cavallo tra il 1400 e il 1500. Ricordiamo in particolare la parrocchiale quattrocentesca dei Ss. Andrea e Ponzio, di stile romanico-gotico, la cosiddetta "loggia del grano", dalla caratteristica pianta ottagonale, situata all'interno della chiesa di San Sebastiano Sonare, e il Ponte del Diavolo, risalente al 1428, emblema della città.

Scendendo verso sud, in direzione Cuneo, il nostro percorso fa tappa a Caraglio, città di origine antichissima, come testimoniano alcuni ritrovamenti di epoca romana e preromana. Da ricordare, tra i numerosi siti di interesse artistico e culturale, almeno la chiesa dei Ss. Pietro e Paolo, costruita tra il 1000 e il 1100, e quella di S. Agnese, risalente invece al 1300 circa, di cui sono da ammirare gli affreschi dell'abside. Interessante è anche una visita al Filatoio Rosso, uno stabilimento di lavorazione della seta, situato non lontano dalla città.

Il nostro percorso prosegue verso sud, attraverso Cervasca, rinomata per la produzione dei funghi, fino al bivio di Borgo San Dalmazzo, all'incrocio tra le due valli Pesio, a est, e Stura, a ovest.

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